/

Dall’Ue previsioni cupe sul Pil italiano, -9.5% nel 2020

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Le previsioni economiche di primavera dell’Unione Europea hanno confermato che la pandemia di coronavirus provochera’ una gravissima recessione per l’Europa, “la piu’ grande della sua storia”, secondo quanto ha detto Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia.
La presentazione di Gentiloni si e’ focalizzata principalmente su sei punti chiave. Innanzitutto, il calo del Pil, che nel 2020 dovrebbe essere del 7,4% nell’Unione Europea e del 7,7% invece nell’eurozona, con un conseguente rimbalzo, nel 2021, del 6,1% nell’UE e 6,3 nell’eurozona, che pero’ non compensera’ le perdite di quest’anno. La crisi ha travolto tutta l’Europa, ma i numeri cambiano da Paese a Paese, anche se si registra comunque un’inflazione notevolmente piu’ debole a livello generale. Inevitabile sara’ la crescita del tasso di disoccupazione, nonostante le tante misure prese dai vari governi per limitarla, come inevitabile sara’ l’aumento di disavanzo e debito pubblico. “Prospettive – ha aggiunto Gentiloni – che al netto delle varie differenze fra Paesi, rimangono gravi e al ribasso”.
Tra i Paesi maggiormente colpiti c’e’ l’Italia, per la quale si prevede una riduzione del Pil del 9,5%, secondo peggior calo dopo quello della Grecia (-9,7%). Un parziale recupero si potrebbe gia’ registrare nella seconda meta’ del 2020, ma, come ha riferito Gentiloni, “l’Italia ripartira’ piu’ lentamente rispetto agli altri Paesi”.
Ma con l’eventuale arrivo di un vaccino in un prossimo futuro e con un conseguente ritorno alla normalita’, il commissario europeo non se la sente di escludere risultati diversi: “Grazie a tutti gli sforzi mondiali superare l’emergenza, con un ritorno alla normalita’ in anticipo, i risultati potrebbero essere migliori rispetto a quanto previsto”, ha spiegato nel corso della conferenza stampa.
Gentiloni, infine, ha ribadito che il Meccanismo europeo di stabilita’, al centro di tante critiche in Italia, “rappresenta un’opportunita’ per gli Stati membri. Siamo convinti sia uno strumento valido, altrimenti non ne avremmo discusso per sedici ore durante l’eurogruppo. Certo, e’ chiaro che per alcuni Stati sia gia’ interessante rispetto ad altri”, ha concluso il commissario europeo.
(ITALPRESS).